Ogni anno, milioni di tonnellate di plastica finiscono in mare. E anche se i sacchetti monouso sembrano oggetti banali, sono tra i rifiuti più diffusi negli oceani.
Si stima che rappresentino circa il 14% di tutta la plastica galleggiante o spiaggiata. Ma qualcosa, finalmente, si sta muovendo.
Una nuova ricerca pubblicata su Science ha analizzato oltre 45.000 interventi di pulizia sulle coste americane tra il 2016 e il 2023. Il risultato? Dove esistono divieti o tasse sui sacchetti di plastica, se ne trovano molti di meno. In certi casi, il calo è stato del 25%, ma in alcune zone ha toccato il 47%.
Le buste sono quinte in classifica tra i rifiuti più comuni, dopo mozziconi di sigaretta, involucri di cibo, tappi e bottiglie di plastica. Ma il loro impatto non è uguale ovunque: negli Stati Uniti, ad esempio, ogni stato ha le sue regole. Alcuni vietano direttamente i sacchetti monouso, altri li tassano, e altri ancora impediscono persino ai comuni di introdurre restrizioni.
Nonostante questa frammentazione, i ricercatori hanno notato che le leggi a livello statale funzionano meglio di quelle locali. Questo perchè il vento, le maree e gli spostamenti delle persone fanno sì che misure troppo localizzate abbiano un impatto limitato. Serve coordinamento.










