Domenica 5 gennaio, il volo FR2501 di Ryanair, partito da Gran Canaria e diretto a Berlino, ha vissuto una situazione particolare che ha coinvolto passeggeri ed equipaggio. Nonostante fosse in fase di atterraggio, l’aereo è stato costretto a deviare su Hannover, a 250 chilometri di distanza dalla destinazione prevista.
La causa sarebbero le rigide norme sui voli notturni in vigore all’aeroporto di Berlino (BER), che non consentono atterraggi dopo le 00:00.
Il Boeing 737 Max 200 era in fase di atterraggio alle ore 23:59, con un’altezza di soli 410 metri. Tuttavia, mancavano ancora 90 secondi per completare la manovra di discesa, il che ha fatto superare il limite della mezzanotte. Di conseguenza, il controllo del traffico aereo ha negato l’atterraggio, costringendo il velivolo a dirigersi verso l’aeroporto di Langenhagen a Hannover, dove è atterrato alle ore 00:36.
Questo episodio non è il primo del genere all’aeroporto di Berlino. Lo scorso luglio, il volo Eurowings EW8531 da Alicante a Berlino ha vissuto una situazione ancora più critica. In quel caso, un Airbus A321, si trovava a soli 90 metri di altezza allo scoccare della mezzanotte. Nonostante il ritardo fosse di appena 10 secondi, il permesso di atterraggio è stato negato, costringendo l’aereo a deviare verso un altro aeroporto.
Le norme sui voli notturni all’aeroporto di Berlino (BER) sono tra le più rigorose in Europa. Nessun atterraggio è consentito dopo le 00:00, una regola che mira a ridurre l’inquinamento acustico nelle aree circostanti. Tuttavia, questa rigidità genera spesso situazioni di disagio per i passeggeri, specialmente in caso di ritardi imprevisti.










