Meta ha introdotto cambiamenti radicali nelle sue politiche di diversità, equità e inclusione (DEI), tra cui la cancellazione di progetti volti a migliorare la rappresentanza di minoranze tra i dipendenti e i fornitori.
Un documento interno ha attribuito queste decisioni ai mutamenti politici e legislativi negli Stati Uniti, tra cui una sentenza della Corte Suprema che ha riformato le politiche di diversità aziendale. Tra i programmi eliminati figura il “Diverse Slate Approach”, che garantiva la presenza di candidati provenienti da ambienti eterogenei nei processi di assunzione.
Dal 2014, gli sforzi di Meta avevano portato a un aumento della rappresentanza di afroamericani e ispanici tra i dipendenti negli Stati Uniti. Nonostante questi progressi, l’azienda ha scelto di sciogliere il team DEI, spiegando attraverso Janelle Gale, vicepresidente delle Risorse Umane, che le nuove strategie si concentreranno su politiche imparziali e universali, e non su obiettivi specifici per gruppi demografici.
Infine, alcune azioni sono state viste come un possibile riallineamento politico con i Repubblicani. A novembre, Zuckerberg avrebbe incontrato Donald Trump a Mar-a-Lago, alimentando speculazioni su un riavvicinamento politico. Inoltre, a gennaio, Joel Kaplan, noto per i suoi stretti legami con il Partito Repubblicano, è stato nominato responsabile degli affari globali, consolidando un cambio di direzione strategico.










