Meta ha annunciato che, a partire da lunedì pomeriggio, interromperà il proprio programma di verifica dei contenuti negli Stati Uniti. La notizia è stata diffusa da JoelKaplan, dirigente responsabile delle politiche pubbliche dell’azienda, tramite un post su X. L’azienda si prepara così a sperimentare un nuovo metodo di controllo, denominato “Note della Comunità”, basato sulla partecipazione diretta degli utenti, e ispirato a un sistema già introdotto da X.
Questo nuovo modello, che per ora sarà testato solo negli USA, comporta l’abbandono delle partnership con organizzazioni di fact-checking esterne e certificate. In loro vece, saranno i membri della community a poter segnalare informazioni potenzialmente fuorvianti, soprattutto nei post che raggiungono una grande diffusione. Per essere ammessi al progetto, bisogna avere almeno 18 anni, un account attivo da sei mesi e iscriversi a una lista d’attesa. Secondo i dati ufficiali, circa 200.000 persone si sono già candidate.
Le prime annotazioni generate dagli utenti saranno visibili su piattaforme come Facebook, Instagram e Threads. Kaplan ha chiarito che questi interventi non comporteranno limitazioni o penalizzazioni per i contenuti segnalati, indicando un orientamento verso una gestione più collaborativa e meno restrittiva della disinformazione.
L’annuncio arriva in un periodo particolarmente rilevante dal punto di vista politico, poco dopo la riconferma di Donald Trump alla presidenza. Alcuni osservatori ritengono che questa mossa possa rappresentare un aggiustamento strategico da parte di Meta, in risposta al mutato scenario istituzionale. Parallelamente, l’azienda ha ridotto l’impegno in programmi legati alla diversità e all’inclusione, e ha modificato alcune politiche relative ai contenuti offensivi. A rafforzare tali impressioni è anche la nomina, nel consiglio di amministrazione, di un esponente ritenuto vicino all’ex presidente.
Al momento, Meta non ha fornito dettagli su una possibile estensione di questo sistema oltre i confini statunitensi.










