L’Argentina è di nuovo nel caos politico e al centro della bufera c’è il presidente Javier Milei. Questa volta lo scandalo riguarda una criptovaluta, il token $Libra, che ha portato a richieste di impeachment e più di cento denunce penali.
Non è la prima volta che Milei si trova coinvolto in casi simili. Nel 2021 aveva promosso CoinX, una piattaforma di investimento in criptovalute che si rivelò una truffa piramidale. Nel 2023 CoinX fu denunciata per frode, gli uffici vennero perquisiti e alcuni dirigenti arrestati. Milei si difese dicendo che aveva solo espresso un’opinione professionale.
Il nuovo scandalo è scoppiato il 14 febbraio, quando Milei ha pubblicato un post su X promuovendo il token $Libra. Nel messaggio diceva che la criptovaluta poteva aiutare l’economia argentina. Il valore del token è schizzato fino a 4,7 dollari, ma poche ore dopo è crollato a soli 0,19 dollari. Questo ha fatto sospettare che qualcuno abbia speculato comprando e vendendo velocemente per guadagnarci.
Le perdite sono state enormi: più di 100 milioni di dollari svaniti, lasciando migliaia di investitori con il conto in rosso. Un dettaglio sospetto è che il sito web di $Libra era stato registrato dalla KIP Network solo poche ore prima del post di Milei, facendo pensare a un’operazione studiata a tavolino. La criptovaluta era presentata come un progetto ispirato alle idee economiche di Milei.
Il creatore di $Libra, Hayden Davies, ha dichiarato di sentirsi in pericolo di vita. Sta aspettando risposte dal governo prima di decidere se restituire i soldi agli investitori.
Dopo lo scandalo, Milei ha cancellato il post e ha detto di non sapere i dettagli del progetto. Il giorno dopo, il governo argentino ha cercato di minimizzare, dicendo che si trattava di una semplice promozione. Ma stampa e opposizione non ci stanno: se Milei era consapevole, ha partecipato a una truffa; se non lo era, significa che non capisce di economia. In entrambi i casi, la sua credibilità è a rischio.










