Il nuoto in acque aperte torna al centro dell’attenzione internazionale per motivi legati alla sicurezza ambientale. Ai Mondiali di Singapore, la zona costiera di Palawan Beach ha creato forte preoccupazione per la qualità dell’acqua. Le condizioni riscontrate hanno sollevato timori simili a quelli già vissuti a Parigi. Tra le possibili cause, si ipotizza anche che un’imbarcazione possa avere scaricato rifiuti in modo illecito.
La prima conseguenza è stata il rinvio della prova femminile sui 10 km, che avrebbe dovuto aprire il programma delle gare iridate. Inizialmente programmata per oggi 15 luglio, la partenza è stata spostata a mercoledì 16. Anche la gara maschile, fissata per oggi, è stata rimandata e si terrà poche ore dopo quella femminile. Per il pubblico italiano, le due competizioni si disputeranno rispettivamente alle 7:00 e alle 10:00 del mattino. Non sono esclusi ulteriori rinvii.
I prelievi effettuati il 13 luglio hanno mostrato dati allarmanti, con la presenza di batteri oltre i livelli ritenuti accettabili. Sebbene non siano stati forniti numeri ufficiali, voci interne all’organizzazione suggeriscono che i valori rilevati fossero superiori ai limiti.
Le elevate temperature registrate a Singapore aggravano la situazione. Il caldo, unito alla ridotta circolazione marina, può favorire la proliferazione microbica. Ma è l’eventualità di uno sversamento illegale a sollevare le maggiori preoccupazioni: l’area si trova in un punto nevralgico del traffico marittimo internazionale, tra lo Stretto di Malacca e il Mar Cinese Meridionale.
Nelle competizioni di fondo, la qualità dell’acqua è regolamentata con criteri molto stringenti. Per le gare in mare aperto, il limite massimo consentito è di 500 CFU ogni 100 ml. Considerando i risultati delle analisi, le autorità competenti stanno agendo con la massima cautela.










