La transizione verso i veicoli elettrici (EV) ha visto molti consumatori tornare ai motori a combustione interna (MCI). Un sondaggio McKinsey mostra che il 30% a livello globale, con il 46% negli Stati Uniti, è tornato agli MCI. Negli USA, GM ha aumentato le consegne di EV del 40%, ma rappresentano solo il 3,2% delle vendite totali, mentre Ford ha venduto il 60% in più di EV.
Un sondaggio fatta da Gallup evidenzia una diminuzione dell’interesse per l’acquisto di EV, sceso dal 43% nel 2023 al 35% nel 2024. Problemi di ricarica, autonomia e degrado della batteria sono fonti di insoddisfazione, secondo Mary Barra (GM) e Ivan Drury (Edmunds).
Prezzi e incentivi sono cruciali. I tassi di interesse più bassi e le migliori condizioni di leasing rendono gli EV attraenti, ma il valore dei veicoli usati è in calo.
L’infrastruttura di ricarica è fondamentale: solo il 60% dei residenti urbani è vicino a una stazione di ricarica, rispetto al 41% dei suburbani e al 17% dei rurali. In California, c’è una stazione ogni 29 EV. La mancanza di infrastrutture adeguate è un motivo principale per il ritorno ai veicoli ai benzina, citato dal 35% degli intervistati, con il 21% che menziona l’ansia da ricarica.
Il futuro degli EV dipende da miglioramenti come l’aumento dell’autonomia delle batterie e la riduzione dei prezzi. Karl Brauer di iSeeCars evidenzia i benefici per i proprietari con sistemi di ricarica domestici. Tuttavia, le tempistiche per risolvere questi problemi rimangono incerte, nonostante le aspettative positive a lungo termine.
Paesi come la Norvegia, con buone infrastrutture e politiche di transizione energetica, mostrano alti tassi di adozione degli EV. Solo il 18% dei proprietari di EV in Norvegia vuole tornare agli ICE.
Ivan Drury afferma che risolvere il problema della ricarica eliminerebbe l’80-90% delle problematiche, inclusa l’ansia da autonomia e i tempi di ricarica.










