Negli ultimi anni, la formazione e la gestione degli hacker nordcoreani hanno svelato un meccanismo complesso e ben orchestrato. I cybercriminali vengono addestrati dall’Rgb, il Reconnaissance General Bureau, un’agenzia che rappresenta l’equivalente della CIA in Corea del Nord. Dopo l’addestramento, questi esperti vengono inviati in paesi con infrastrutture tecnologiche avanzate per condurre attacchi dall’estero, così da celare la vera origine delle loro operazioni.
Per i migliori hacker, i “benefici” non si limitano al prestigio professionale. Essi ottengono l’ingresso nei vertici del Partito del Lavoro e un notevole miglioramento delle condizioni di vita per le loro famiglie. Questi privilegi includono il trasferimento a Pyongyang e l’accesso a beni di lusso rari nel paese, come banane, acqua calda ed elettricità. Tuttavia, il regime esercita un controllo ferreo: le famiglie degli hacker vengono sorvegliate e trattate come ostaggi per garantire la lealtà al sistema.
Questi benefici e controlli stringenti si inseriscono in un contesto più ampio di attività criminali sempre più sofisticate. Il 2024 ha visto un aumento esponenziale nei furti di criptovalute, con oltre la metà delle operazioni globali attribuite a hacker legati alla Corea del Nord. In totale, sono stati rubati 1,34 miliardi di dollari attraverso 47 operazioni, una cifra più che raddoppiata rispetto al 2023. Per mascherare l’origine dei fondi e renderli utilizzabili, i cybercriminali ricorrono a tecniche sofisticate di riciclaggio, tra cui l’uso di exchange decentralizzati, servizi di mining e piattaforme di cripto-mixing. Questi fondi vengono destinati principalmente ad aggirare le sanzioni internazionali.
Un rapporto di TRM Labs ha rivelato che nel 2023 circa 200 milioni di dollari, frutto dei furti di criptovalute, sono stati utilizzati per finanziare programmi nucleari e missilistici. Questo incremento nelle operazioni di cybercriminalità ha coinciso con l’accelerazione dei progetti nucleari nordcoreani, sottolineando un legame diretto tra queste attività e le ambizioni militari del regime.










