Un nuovo studio realizzato da un team di ricercatori della ColumbiaUniversity e della UniversityofChicago, in collaborazione con la società di cybersecurity BarracudaNetworks, ha evidenziato che nel mese di aprile 2025 oltre la metà delle email di spam ha avuto origine da strumenti di intelligenza artificiale.
Secondo gli studiosi, l’impiego di modelli linguistici evoluti consente di generare email indesiderate dal tono più curato e professionale rispetto al passato, rendendo più difficile per i filtri automatici riconoscere messaggi fraudolenti. Queste tecnologie riescono a imitare lo stile umano con precisione, mascherando le intenzioni malevole.
L’AI viene anche sfruttata per modificare testi esistenti, sostituendo termini sospetti con alternative meno evidenti, allo scopo di eludere le barriere di sicurezza digitali. Secondo Barracuda, questi metodi sono stati adottati anche in ambito commerciale, ma nel contesto delle frodi online rappresentano un pericolo crescente. La formazione del personale resta un punto cruciale nella prevenzione.
Analizzando i dati raccolti tra l’inizio del 2022 e la primavera del 2025, le campagne massive di spam sono ormai dominanti nel ricorso all’intelligenza artificiale, mentre le truffe più sofisticate rimangono manuali, con solo una parte minoritaria dei contenuti generati automaticamente.










