Spesso si crede che alcune razze di cani siano naturalmente più aggressive di altre, ma di fatto non è così. Il comportamento dei cani è fortemente influenzato dalla loro crescita e dalla loro educazione, non solamente dalla genetica.
Secondo uno studio sul genoma dei cani, condotto dalla University of Massachusetts Chan Medical School e pubblicato su Science, solo il 9% del comportamento dei cani è influenzato dalla razza. In questa percentuale rientra una caratteristica, la biddability, la capacità di obbedire o meno all’essere umano. Il restante 91% è determinato invece dall’ambiente dove l’animale è cresciuto e dall’educazione ricevuta dagli umani.
Questo significa che non tutti i Rottweiler sono aggressivi e non tutti i GoldenRetriever sono dolci. Le caratteristiche fisiche e la struttura muscolare di un cane non influiscono direttamente sull’aggressività dell’animale.
Diversi fattori come l’ambiente in cui vive, l’educazione ricevuta, la socializzazione e il rapporto con il proprietario possono influenzare il comportamento di un cane in modo significativo.
Nel 2007, il Ministero della Salute ha redatto un elenco di razze ritenute pericolose, come Rottweiler, Pitbull, American Bulldog e Dogo argentino. Tuttavia, questo elenco è stato fortemente criticato e presto abolito nel 2009 per l’inutilità e il rischio di creare pregiudizi nei confronti di determinate razze di cane.
Un’ordinanza del Ministero della Salute del 2013 confermò che il comportamento aggressivo di un cane dipende dall’ambiente in cui vive e dall’educazione ricevuta. I proprietari sono responsabili del controllo e del benessere del proprio animale.
In sintesi, non lasciarti trarre in inganno: la razza non è il fattore predominante nell’aggressività dei cani. Quello che conta di più è l’amore, la cura e l’educazione che offri al tuo amico a 4 zampe. Ogni cane ha il potenziale per apprendere comportamenti positivi, indipendentemente dalla razza.










