L’industria giapponese dell’animazione e del fumetto ha preso una posizione compatta nei confronti di OpenAI. La Content Overseas Distribution Association (CODA), che riunisce aziende come Studio Ghibli, Square Enix, Aniplex, Kadokawa e Shueisha, ha inviato una comunicazione ufficiale all’azienda statunitense chiedendo la sospensione dell’uso di opere protette da copyright nell’addestramento di Sora 2.
Secondo quanto riportato da diverse testate internazionali, CODA accusa OpenAI di aver utilizzato senza consenso materiale appartenente ai propri membri. Alcuni risultati generati con Sora 2 mostrerebbero infatti somiglianze evidenti con produzioni giapponesi già esistenti, una circostanza che l’associazione considera una violazione del diritto d’autore. In Giappone, infatti, è obbligatoria un’autorizzazione preventiva per qualsiasi uso di opere protette.
Nella lettera inviata a OpenAI, CODA sottolinea che la legge giapponese non prevede eccezioni a tale obbligo: ogni impiego di contenuti tutelati deve essere approvato in anticipo dai titolari dei diritti. L’associazione critica anche il sistema di “opt-out”, che consente ai creatori di richiedere la rimozione dei propri contenuti solo dopo il loro utilizzo, definendolo inadeguato e contrario alla normativa nazionale.
La preoccupazione per l’uso improprio dell’intelligenza artificiale nel settore creativo è condivisa anche dalle istituzioni giapponesi. Negli ultimi mesi, alcuni rappresentanti del governo hanno chiesto a OpenAI maggiore trasparenza sull’origine dei dati utilizzati per l’addestramento di Sora 2, ricordando che anime e manga rappresentano un patrimonio culturale da tutelare.
Gli editori, inoltre, ribadiscono che l’innovazione tecnologica non deve compromettere la dignità e il lavoro degli autori, e avvertono che, in assenza di risposte concrete, potrebbero intraprendere azioni legali per difendere le proprie proprietà intellettuali.










