L’oro ha raggiunto un nuovo massimo storico oggi, venerdì 14 marzo, spinto dall’incertezza sui dazi degli Stati Uniti, dalle tensioni commerciali e dalle aspettative su possibili tagli ai tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. L’oro spot ha raggiunto un massimo intraday di 2.993,84 dollari mentre i futures sull’oro hanno superato per la prima volta nella storia la soglia psicologica dei 3.000 dollari, raggiungendo un massimo intraday di 3.006,61. Nell’ultima settimana, il prezzo dell’oro è aumentato del 2,5%.
Secondo Yeap Jun Rong, stratega di IG, gli investitori sono preoccupati per un possibile peggioramento delle tensioni commerciali. In questo scenario incerto, l’oro viene scelto come bene rifugio, cioè un investimento sicuro in momenti di turbolenza nei mercati finanziari.
Le tensioni economiche tra Stati Uniti e Unione Europea stanno peggiorando. Dopo i dazi americani su acciaio e alluminio, l’UE ha risposto tassando al 50% il whiskey americano. Per tutta risposta, Trump ha minacciato tariffe del 200% su vino e liquori europei, alimentando lo scontro commerciale.
Il superamento della soglia dei 3.000 dollari nei futures è un segnale chiaro dell’incertezza che domina i mercati. Se le tensioni commerciali continueranno nei prossimi mesi, gli investitori potrebbero continuare a rifugiarsi nell’oro come protezione contro le possibili crisi di mercato.
L’attenzione ora è rivolta alla prossima riunione della Federal Reserve, prevista per mercoledì. Si prevede che la banca centrale manterrà i tassi d’interesse tra il 4,25% e il 4,50%. Tassi più bassi tendono a rendere l’oro più attraente perché, a differenza delle obbligazioni o dei conti deposito, non genera interessi ma guadagna valore nei periodi di incertezza economica.










