A distanza di sette anni dalla sua introduzione, il regolamento comunale di Montevarchi che prevede la somministrazione di una bruschetta ai bambini le cui famiglie non hanno saldato il servizio mensa torna a far discutere.
Il provvedimento, introdotto nel 2017 aveva già suscitato scalpore all’epoca della sua approvazione.
A riportare il tema al centro dell’attenzione è stata la denuncia del Partito Democratico locale, il quale ha criticato il fatto che, ancora oggi, alcuni bambini ricevano solo una fetta di pane e olio come pasto, qualora i genitori non paghino la mensa scolastica.
L’assessore Sandra Nocentini ha confermato che la misura è ancora in vigore, alimentando così le polemiche.
L’opposizione e molti cittadini hanno espresso indignazione, sottolineando come sia ingiusto penalizzare i bambini per il mancato pagamento dei genitori.
Dal canto suo, la sindaca Chiassai Martini ha minimizzato la polemica, ribadendo che il regolamento è in vigore da anni e sostenendo che la precedente amministrazione di centrosinistra applicava misure ancora più drastiche, come la sospensione completa del pasto.
Secondo martini, il sistema adottato ha portato a una riduzione della morosità, scesa da 85.000 a 6.000 euro. Ha inoltre dichiarato che le famiglie realmente in difficoltà hanno diritto al pasto gratuito, mentre i morosi sarebbero in larga parte “furbetti” che evitano di pagare pur potendolo fare.










