Negli ultimi mesi, l’oro ha vissuto una fase di crescita costante, raggiungendo valori record attorno ai 2.790 dollari l’oncia. Nonostante un lieve calo a gennaio e una stabilità registrata a giugno, il metallo prezioso ha segnato guadagni mensili consecutivi, alimentando la FOMO (Fear of Missing Out, ossia la paura di perdere un’opportunità) tra gli investitori.
Secondo il World Gold Council, la domanda di oro è aumentata del 5% nel terzo trimestre, portando il consumo totale a superare i 100 miliardi di dollari, il valore più alto mai registrato per questo periodo. La crescita della domanda è stata sostenuta da un incremento dei volumi a 1.313 tonnellate, grazie agli investimenti di individui con alto patrimonio netto in Occidente. Sebbene l’interesse per l’oro in Asia sia calato, i forti acquisti occidentali hanno più che compensato questa diminuzione, così come l’aumento degli investimenti in ETF garantiti dall’oro.
La domanda è stata ulteriormente sostenuta da acquisti consistenti da parte delle banche centrali e da investimenti privati, soprattutto grazie all’influenza della politica della Federal Reserve che ha ridotto i tassi di interesse. Di conseguenza, il valore dell’oro è aumentato di oltre un terzo quest’anno, stabilendo nuovi record. Tuttavia, questi prezzi record hanno contribuito a una diminuzione della domanda globale di gioielli, spingendo i consumatori verso altre forme di investimento in oro.
Preoccupazioni fiscali potrebbero rappresentare un altro motore per la crescita della domanda. Il Fondo Monetario Internazionale ha espresso preoccupazioni riguardo all’aumento del debito pubblico degli Stati Uniti, e questa situazione potrebbe spingere ulteriormente gli investitori, specialmente quelli del mercato OTC, a incrementare le proprie riserve d’oro.










