Per la prima volta, un’università italiana entra tra le 100 migliori al mondo: il PolitecnicodiMilano si classifica al 98 posto nel QS World University Rankings 2026. Un traguardo storico, considerando che fino a oggi l’Italia era l’unico Paese del G7 senza nemmeno un’università nella Top 100.
“In dieci anni abbiamo scalato 89 posizioni”, ha spiegato la rettrice del Politecnico, Donatella Sciuto, che attribuisce questo successo alla qualità della ricerca, dell’insegnamento e alla preparazione dei laureati.
Il miglioramento del Politecnico è evidente in tutti gli indicatori considerati dalla classifica QS: 72 posto nella reputazione tra i datori di lavoro, 84 nella reputazione accademica e +40 posizioni negli esiti occupazionali (ora al 199 posto).
Anche altre università italiane sono presenti in classifica, ma più indietro: la Sapienza di Roma al 128, l’Università di Bologna al 138 e quella di Padova al 233.
Nunzio Quacquarelli, fondatore della società che cura la classifica, lancia però un allarme sull’Italia: da una parte c’è l’invecchiamento della popolazione attiva, dall’altra la fuga dei cervelli. Negli ultimi dieci anni, secondo l’ISTAT, il nostro Paese ha perso quasi 100.000 laureati tra i 25 e i 35 anni.
Per affrontare questa situazione, Quacquarelli invita a estendere l’eccellenza a tutto il territorio, fermare l’emigrazione dei talenti e rafforzare il legame tra università e mondo del lavoro. L’obiettivo non è solo scalare classifiche, ma rendere le università motori reali di crescita per tutti.










