La Premier League è alle prese con un problema legato alle pubblicità dei siti di gioco d’azzardo. Come svelato da uno studio, durante la prima giornata di questa stagione sono stati trasmessi circa 29.000 annunci.
Lo studio, portato avanti dall’Università di Bristol, ha preso in considerazione la TV, compresi i cartelloni pubblicitari a bordocampo e gli sponsor sulle maglie dei calciatori, la radio e i social media. Rispetto alla passata stagione, le pubblicità legate al gioco d’azzardo sono cresciute del 165%. Si calcola che durante West Ham-Aston Villa siano state trasmesse circa 6500 pubblicità, con una media di 30 al minuto.
Una situazione che mette in allarme gli stessi ricercatori e varie associazioni che denunciano come, specialmente i più giovani, siano maggiormente esposti a tali annunci.
Secondo il team che ha condotto la ricerca, il tentativo di autoregolamentazione dei siti di scommesse è assolutamente inadeguato e puramente simbolico. Anche Peter Shilton, ex portiere della nazionale inglese con alle spalle problemi legati al gioco d’azzardo, si è unito al grido d’allarme dei ricercatori, sostenendo che l’industria del gioco sia totalmente fuori controllo.
La Betting and Gaming Council critica questa ricerca dell’Università di Bristol, affermando che essa ha frainteso le pubblicità e i modi in cui vengono regolate. L’azienda ha inoltre precisato come vi sia una politica di tolleranza zero nei confronti delle scommesse condotte da minori e che il 20% delle sue pubblicità è utilizzato per promuovere un gioco sicuro.
La PremierLeague è già a lavoro con i suoi club per risolvere tali problemi. All’inizio di questa stagione, infatti, è stato introdotto il “Code of Conduct for Gambling Related Agreements in Football”. Inoltre, le squadre hanno deciso che, a partire dalla stagione 2025/2026, saranno rimossi tutti gli sponsor relativi ai siti di gioco d’azzardo dalla parte anteriore delle proprie maglie.










