Revolut ha ottenuto nel 2024 la licenza bancaria britannica dopo un iter durato tre anni, un passaggio cruciale per la crescita della fintech. L’azienda conta già 11 milioni di clienti nel Regno Unito e oltre 50 milioni a livello globale. Al momento la licenza è ancora in fase di mobilitazione: Revolut non può quindi erogare prestiti nel Regno Unito e i depositi sono limitati a un massimo di 50.000 sterline.
Parallelamente, secondo quanto riportato dal Financial Times, l’azienda ha aperto la possibilità ai propri dipendenti di vendere fino al 20% delle azioni in loro possesso, con una valutazione stimata di 75 miliardi di dollari. Una mossa pensata per fare spazio a nuovi investitori e allo stesso tempo permettere al personale di monetizzare i risultati raggiunti. In una nota ufficiale, Revolut ha spiegato: “Forniamo regolarmente opportunità ai dipendenti per ottenere liquidità. Una vendita secondaria di azioni è in corso, non commenteremo fino al completamento”.
Il meccanismo di partecipazione per i dipendenti non riguarda tutti indiscriminatamente: Revolut assegna stock option o piani di equity a una parte del personale, in particolare a figure chiave o a chi ha maturato una certa anzianità. Solo le azioni già maturate (le cosiddette vested) possono essere vendute, e l’azienda limita la quota cedibile a un massimo del 20%. In questo modo i dipendenti hanno la possibilità di trasformare parte della loro remunerazione in liquidità reale, pur mantenendo una partecipazione nel capitale della società.










