La scalinata della Trinità dei Monti, in Piazza di Spagna a Roma, è ultimamente al centro dell’attenzione per una serie polemiche su quale sia il Paese, tra Italia e Francia, che ne detiene la proprietà.
Costruita tra il 1723 e il 1725 con fondi provenienti dalla Francia, la scalinata è stata gestita nel corso del tempo dai PiiStabilimenti e, in determinate occasioni, dal Comune di Roma. Recentemente, la Corte dei Conti di Parigi ha sollevato interrogativi sulla proprietà legale della scalinata, chiedendo maggiore trasparenza in merito.
Il patrimonio francese a Roma comprende non solo la celebre scalinata, ma anche cinque chiese e tredici edifici, tutti gestiti dai Pii Stabilimenti sotto il controllo dell’ambasciata francese presso la Santa Sede.
La gestione di questi beni è regolata da accordi secolari tra Francia e Vaticano, risalenti al Settecento. Durante il fascismo, le autorità italiane tentarono di reclamare questi beni, senza però ottenere alcun risultato concreto.
In poco meno di due anni di lavoro, i magistrati francesi hanno effettuato un sopralluogo a Roma per verificare lo stato di conservazione del patrimonio francese nella capitale. Le loro conclusioni non sono state positive: la gestione è stata giudicata poco accurata, con la Corte dei Conti di Parigi che ha parlato apertamente di una certa sciatteria nella cura di questi beni storici.
Tutto è partito dalla Corte dei Conti di Parigi, che ha sorpreso molti includendo la scalinata di Trinità dei Monti, uno dei simboli più riconoscibili di Roma, tra le proprietà immobiliari francesi.
Questa decisione ha sollevato una serie di domande e dibattiti, sia a livello politico che legale, sulla reale proprietà di uno dei monumenti più importanti della città.










