Per l’occasione, il giovanissimo cantante19enne ha tappezzato Roma (la sua città) di cartelloni che recitano barre presenti nel pezzo.
“Questo brano è di tutti - racconta Rondine - è una canzone per chi rinuncia a ciò che sognava, per la sensazione di doversi adeguare agli equilibri della nostra società, in preda alla paura di essere soggetto ai giudizi, ai commenti. Alla fine dimmi che cambia tra prendere la patente a 18 o a 21 anni, tra sentirsi anziani a 70 o ad 80 anni, se poi, in fondo, ognuno allo stesso modo combatte la propria guerra, insegue il proprio sogno, rincorre le sue necessità. I sogni, le paure e gli obiettivi non hanno età né appartenenza sociale, quello che per qualcuno puó sembrare uno scalino, per altri potrà sembrare una montagna e viceversa”.
Il brano è un manifesto generazionale che polverizza le distanze immaginarie tra gli adulti e i giovani di oggi.












