L’esplosione dell’intelligenza artificiale ha innescato una crescita senza precedenti dei data center, infrastrutture fondamentali ma estremamente dispendiose in termini di risorse naturali. Secondo un rapporto di McKinsey, entro il 2030 questi data center consumeranno circa 35 GW di energia, rispetto ai 17 GW del 2023. Questo rapido aumento del consumo energetico mette sotto pressione gli ambiziosi obiettivi climatici fissati dall’amministrazione Biden: un settore energetico a emissioni zero entro il 2035 e l’azzeramento delle emissioni nette entro il 2050.
Eric Schmidt, ex CEO di Google, durante un recente summit sull’IA a Washington DC, ha sostenuto che non riusciremo a raggiungere questi obiettivi climatici semplicemente attraverso misure di conservazione e riduzione dei consumi energetici. L’aumento della domanda di energia per sostenere lo sviluppo dell’IA rischia infatti di compromettere questi traguardi. Alcuni dirigenti stanno addirittura considerando un ritorno ai combustibili fossili per alimentare la crescente necessità di elettricità, minacciando così il progresso verso la sostenibilità.
Schmidt ha discusso delle possibili soluzioni per mitigare l’impatto ambientale dell’IA, tra cui batterie più efficienti e linee elettriche avanzate. Tuttavia, secondo lui, la crescita dell’IA supererà comunque qualsiasi misura preventiva: “Non raggiungeremo gli obiettivi climatici semplicemente cercando di conservare e ridurre i consumi energetici. La domanda di energia continuerà a crescere, e serviranno investimenti in tecnologie avanzate e soluzioni innovative per soddisfarla in modo sostenibile”, ha dichiarato.
Per Schmidt, la chiave è investire nelle infrastrutture IA piuttosto che limitarle, pur riconoscendo che non siamo attualmente organizzati per raggiungere gli obiettivi climatici prefissati. La sua visione punta sull’IA per risolvere i problemi piuttosto che frenarne lo sviluppo, aprendo così un dibattito cruciale su progresso tecnologico e sostenibilità.










