Un’indagine dell’OCSE sulle competenze di base degli adulti tra i 16 e i 65 anni evidenzia una situazione preoccupante per l’Italia rispetto ad altri paesi avanzati. Le capacità di comprensione del testo, calcolo e risoluzione di problemi mostrano risultati inferiori alla media OCSE, con punteggi di 245, 244 e 231 contro medie di 260, 263 e 250. In Italia, il 35% degli adulti si trova al livello più basso (1) per la comprensione del testo, contro il 27% OCSE, mentre solo il 5% raggiunge i livelli avanzati (4), rispetto al 12% OCSE.
Le disuguaglianze socio-economiche influiscono sui risultati.
I giovani italiani ottengono risultati migliori rispetto agli anziani, ma il divario con i coetanei di altri paesi resta evidente. La fascia 25-34 anni registra il maggior scarto con la media OCSE, riflettendo problemi nel sistema educativo. In matematica, oltre due terzi eseguono solo operazioni semplici, e appena l’1% raggiunge il livello massimo per la risoluzione di problemi adattivi.
Competenze solide favoriscono migliori opportunità lavorative: una maggiore capacità di calcolo aumenta del 7% la probabilità di occupazione, riduce del 3% il rischio di disoccupazione e incrementa del 5% lo stipendio. Tuttavia, i laureati italiani restano indietro rispetto ai diplomati di altri paesi, e la formazione aziendale, insufficiente, penalizza la produttività.
L’indagine sottolinea un aumento delle disuguaglianze: chi ha competenze elevate migliora, mentre chi è in difficoltà peggiora, ampliando il divario.










