Un’analisi approfondita di otto anni di registrazioni effettuate in Nuova Caledonia ha rivelato dettagli molto particolari sul canto delle balene megattere.
Lo studio, pubblicato sulla rivista Science e condotto dalla dottoressa Jenny Allen della GriffithUniversity, ha dimostrato che questi cetacei non solo modificano frequentemente il loro canto, ma lo apprendono culturalmente da altre balene, un comportamento unico nel regno animale, a eccezione dell’uomo.
Il canto delle megattere è strutturato in modo da facilitare la trasmissione generazionale. I suoni brevi sono più frequenti di quelli complessi, rendendo l’apprendimento più semplice per i cuccioli.
Segue un modello matematico noto come distribuzione Zipfiana, la stessa che si trova nelle lingue umane: alcuni elementi del canto vengono utilizzati più frequentemente di altri, con una distribuzione prevedibile in cui la parola più comune è utilizzata circa il doppio delle volte di quella successiva in frequenza.
Questo tipo di apprendimento su larga scala è un tratto che, finora, era stato osservato soltanto negli esseri umani.










