Negli ultimi anni, l’Europa è stata una delle mete preferite per i viaggiatori americani, ma nel 2025 le cose stanno cambiando. Sempre meno americani stanno scegliendo di visitare il Vecchio Continente: solo il 37% lo ha in programma, rispetto al 45% del 2024. Questo è il dato più basso dal 2021. Il motivo principale? I costi elevati e la tendenza a preferire viaggi negli Stati Uniti. Si prevede che nell’estate 2025 arriveranno mezzo milione di turisti in meno dagli USA.
Il problema principale è il costo. L’inflazione e l’aumento dei prezzi rendono le vacanze in Europa meno accessibili, e in molti preferiscono restare vicino casa. Anche l’incertezza economica sotto l’amministrazione Trump spinge le persone a essere più prudenti con le spese. I numeri parlano chiaro: nel primo trimestre del 2025 solo il 18% degli americani prevede un viaggio in Europa, rispetto al 28% del 2024. In generale, i viaggi internazionali sono in calo e solo il 36% degli intervistati ha intenzione di uscire dai confini USA tra gennaio e marzo 2025.
Nonostante questo, alcune destinazioni continuano ad attirare viaggiatori. La Penisola Scandinava, l’Austria e l’Italia sono molto richieste, soprattutto per chi ama le vacanze invernali e lo sci. Le città più famose rimangono in cima alla lista: il 61% dei turisti preferisce visitare grandi città e luoghi iconici, mentre solo il 5% evita le mete troppo affollate.
Un altro aspetto importante è quanto i turisti sono disposti a spendere. Solo il 33% degli americani prevede di spendere più di 200 euro al giorno, mentre i brasiliani sono più propensi a farlo (40%). Anche i turisti cinesi, un tempo tra i più spendaccioni, ora spendono meno: solo il 29% supererà i 200 euro giornalieri nel 2025, un grande calo rispetto al 78% del 2024.
Si sta anche riducendo la durata dei viaggi. I soggiorni inferiori a una settimana stanno diventando più popolari, mentre quelli più lunghi (15-21 giorni) sono in calo del 5% rispetto al 2024. Inoltre, il 17% degli intervistati dice di non avere abbastanza ferie per viaggi più lunghi.










