Shein, il gigante della moda online, continua a crescere in Europa, esercitando un impatto rilevante sia sul piano economico che sociale. Con un contributo al Pil europeo pari a 1,1 miliardi di euro e oltre 6.100 posti di lavoro sostenuti in Francia, Italia e Polonia, il marchio cinese ha rafforzato la sua presenza in vari paesi del continente. I suoi uffici si trovano in Irlanda (sede centrale per l’area Emea), Belgio, Francia, Germania, Italia, Polonia e Spagna, mentre i centri di distribuzione principali sono situati a Breslavia, in Polonia, e Stradella, in Italia.
In Italia, Shein ha generato un valore aggiunto lordo al Pil nazionale pari a 302 milioni di euro nel 2023. Questo risultato include contributi diretti per 185 milioni di euro e indiretti per 98 milioni di euro, derivanti da collaborazioni con fornitori italiani nei settori della logistica, distribuzione e servizi professionali. Inoltre, l’azienda sostiene oltre 1.000 posti di lavoro, rafforzando il suo ruolo economico nel paese.
Nonostante i numeri positivi, Shein si trova sotto la lente delle autorità europee. In Francia, è stata proposta una legge nel marzo 2024 per introdurre un sovrapprezzo sui capi venduti dalle aziende di fast fashion, puntando a ridurre l’impatto ambientale e sociale del settore. Inoltre, gravi accuse legate alle condizioni lavorative sono emerse da un’inchiesta di Channel 4 nell’ottobre 2022. Tra le problematiche denunciate: turni di 18 ore, paghe di 4 centesimi per capo e penalità economiche per ogni errore commesso dai lavoratori. Queste condizioni sollevano enormi dubbi sulla sostenibilità etica delle operazioni di Shein.
Shein mira a una quotazione sulla Borsa di Londra, con una valutazione stimata di 60 miliardi di euro. Tuttavia, le preoccupazioni sollevate dall’Independent Anti-Slavery Commissioner sulla supervisione della catena di approvvigionamento potrebbero rappresentare un ostacolo significativo per l’Initial Public Offering (Ipo).










