Gangi, un borgo di 6.000 anime incastonato tra le Madonie in Sicilia, si prepara a vivere una trasformazione unica nel suo genere. Un vecchio carcere costruito negli anni 70 e mai utilizzato verrà trasformato per ospitare farfalle, turisti e studenti.
Il carcere fu costruito ai piedi della collina, vicino alla strada statale, con l’idea di ospitare detenuti mafiosi. Però non venne mai utilizzato, perché mancavano le infrastrutture e la Pretura del paese venne trasferita altrove. Da allora è rimasto abbandonato, vittima di vandalismi, finché nel 1997 è diventato di proprietà del comune. Negli anni successivi, ha trovato una nuova vita temporanea grazie a eventi culturali, attività di volontariato e persino set cinematografici. Tuttavia, era evidente che un progetto più strutturato fosse necessario per valorizzarlo pienamente.
Nel 2008 è nata l’idea del bioparco, quando il sindaco si ispirò a un parco delle farfalle in Cina. Il piano è semplice ma ambizioso: una grande voliera per le farfalle, camere per i turisti ricavate dalle vecchie celle, un ristorante e una foresteria per studenti. Dopo molti tentativi falliti di trovare i fondi, finalmente nel 2024 è arrivato un finanziamento regionale per lo sviluppo sostenibile. L’architetta Maria Alessandro sta guidando la trasformazione, che promette di rendere il vecchio carcere un luogo magico e accogliente.
Negli ultimi anni, Gangi ha puntato molto sul turismo. Nel 2007 c’erano appena 30 posti letto per i visitatori, mentre oggi ce ne sono circa 600. Il bioparco sarà un’altra spinta per il paese, rendendolo ancora più interessante per chi cerca un’esperienza unica.










