La situazione degli stabilimenti Stellantis in Italia resta critica. La produzione è in calo, con migliaia di operai in cassa integrazione e contratti di solidarietà firmati fino a gennaio. Nel 2024 sono stati prodotti circa 500 mila veicoli, mentre nei primi sei mesi del 2025 appena 221.885.
Per affrontare le difficoltà legate al calo della produzione in Italia, l’azienda ha proposto agli operai di Mirafiori (Torino) e Pomigliano d’Arco (Napoli) di trasferirsi per un massimo di cinque mesi a Kragujevac, in Serbia, dove si produce la nuova Fiat Grande Panda. L’offerta prevede un’indennità extra di 70 euro al giorno, un’auto a noleggio ogni tre operai e il primo rientro in Italia dopo 45 giorni, a spese dell’azienda. La proposta è rivolta soprattutto a chi oggi è in cassa integrazione ed era già stata avanzata in passato ad altri stabilimenti come Melfi, Modena, Cassino e Termoli.
In Serbia, Stellantis ha trasferito la produzione della Grande Panda nel 2023, grazie a incentivi pubblici da 48 milioni di euro e un investimento complessivo da 190 milioni. Il contesto è favorevole per l’azienda: fiscalità agevolata, energia a basso costo e salari medi attorno agli 800 euro al mese. Qui il problema non è la crisi ma la carenza di manodopera: l’obiettivo è arrivare a 500 auto al giorno e sono già stati reclutati anche operai stranieri, come dal Nepal.
Le organizzazioni sindacali hanno duramente criticato l’iniziativa. Gianni Mannori della FIOM ha sottolineato: “Serve un nuovo modello a Mirafiori, non trasferte mal pagate”. Crescenzo Auriemma della UILM ha aggiunto: “Diamo lavoro alle fabbriche ferme in Italia, non trasferte volontarie”. Secondo i sindacati, il rischio è che Stellantis scelga di ridurre sempre più la sua presenza produttiva in Italia.










