Secondo fonti interne, Take-Two Interactive ha ridotto in maniera significativa il personale di CloudChamber, lo studio che sta sviluppando il prossimo capitolo di BioShock. Gli uffici di Novato e di Montréal hanno perso oltre ottanta addetti: da circa 250 dipendenti si è scesi a poco più di 160.
Il taglio rientra in un processo più ampio di ristrutturazione aziendale e ha comportato anche uno slittamento del lancio, che ora viene indicato non prima della fine del 2026 o dei primi mesi del 2027. Già in precedenza si erano registrate uscite importanti ai vertici del team, con l’abbandono del direttore creativo e della responsabile dello studio.
In una comunicazione interna, il presidente di 2K Games, David Ismailer, ha spiegato che la riduzione del personale è stata dettata dal rivedere aspetti centrali del gameplay e di concedere al team il tempo per raggiungere lo standard qualitativo richiesto.
Lo sviluppo del nuovo BioShock ha avuto un percorso complesso. Dopo la chiusura di Irrational Games nel 2014, Take-Two aveva inizialmente affidato un prototipo allo studio Certain Affinity (nome in codice Parkside), ma il progetto non ha superato la fase iniziale. Nel 2016 è nato Cloud Chamber, che ha coinvolto diversi veterani della saga, tra cui Scott Sinclair, Jonathan Pelling e Hogarth de la Plante.
Il lavoro è stato rallentato dal passaggio dall’Unreal Engine 4 al Unreal Engine 5, che ha reso necessaria una revisione tecnica completa. Alcuni prototipi interni hanno mostrato risultati promettenti, ma non sono mancati problemi legati alla direzione artistica, alla scrittura e alla gestione del team.
Per tentare di riportare il progetto in carreggiata, 2K ha scelto Rod Fergusson come nuovo responsabile dello studio, che aveva già dato un contributo decisivo a BioShock Infinite nel 2013.










