Questo imprevisto ha generato grandi costi per la compagnia, che ha dovuto sostenere spese superiori a 15.000 euro per garantire l’alloggio notturno ai passeggeri e all’equipaggio. Il responsabile del caos è stato arrestato e sta affrontando un procedimento civile.
La posizione di Ryanair si inserisce in un quadro più ampio: negli ultimi anni, i disordini in volo sono aumentati, un fenomeno che ha visto una crescita durante la pandemia di Covid-19 e che non si è ridotto con il ritorno alla normalità. Le compagnie aeree e gli assistenti di volo hanno ripetutamente chiesto misure restrittive, ma queste incontrano resistenze da parte degli aeroporti e dei bar, che traggono profitti significativi dalla vendita di alcolici.
I dati parlano chiaro. Negli Stati Uniti, nei primi sei mesi del 2024, sono stati registrati 915 casi di passeggeri indisciplinati, di cui 106 legati direttamente all’abuso di alcol. A livello globale, secondo l’IATA, il numero di incidenti è aumentato, passando da un episodio ogni 568 voli nel 2022 a uno ogni 480 voli nel 2023.
Tra le soluzioni proposte, vi è l’introduzione di un sistema di timbri sulla carta d’imbarco per monitorare il consumo di alcol, un approccio simile alle restrizioni già esistenti per gli acquisti duty-free. Ryanair, da parte sua, ha già adottato misure restrittive a bordo, limitando la vendita di alcolici quando si verificano situazioni problematiche.










