Fondata nel 2012 a Pechino dall’imprenditore Zhang Yiming, ByteDance è l’azienda cinese che ha rivoluzionato il mondo dei social media. Dopo aver lanciato in Cina l’app Douyin nel 2016, ne ha sviluppato una versione internazionale con un altro nome: TikTok. La svolta arriva nel 2017, quando ByteDance acquista Musical.ly, una piattaforma già molto diffusa tra gli adolescenti americani, e la fonde con TikTok. Il risultato? L’esplosione di un’app che in pochi anni diventa la prima piattaforma cinese a ottenere un successo globale, specialmente in Occidente.
Ma la sua crescita fulminea ha attirato anche l’attenzione (e le preoccupazioni) delle autorità americane. Il nodo più controverso riguarda la legislazione cinese, che impone alle aziende di fornire dati al governo su richiesta. A questo si aggiunge la scarsa trasparenza sull’algoritmo proprietario di TikTok, che decide cosa mostrare agli utenti: un meccanismo ritenuto opaco e potenzialmente manipolabile.
La questione si trascina da anni, iniziata sotto l’amministrazione Biden, quando il Congresso e la Casa Bianca hanno richiesto a ByteDance di cedere la propria quota di controllo sulle attività statunitensi di TikTok per motivi di sicurezza nazionale. La minaccia: chiusura dell’app negli Stati Uniti. L’attuale presidente Donald Trump ha prorogato la scadenza già tre volte, fissando un termine definitivo al 17 settembre 2025.
Ora, secondo quanto scritto da Trump su Truth Social, sarebbe stato raggiunto un accordo con la Cina su una ’certa’ azienda che i giovani del nostro Paese desideravano fortemente salvare. La notizia è stata confermata anche dal segretario al Tesoro, Scott Bessent, secondo cui Trump e Xi Jinping si parleranno a breve per finalizzare l’intesa.










