La situazione di Taiwan sta diventando sempre più importante e preoccupante, soprattutto per l’industria dei semiconduttori. TSMC (Taiwan Semiconductor Manufacturing Company) è il più grande produttore di chip al mondo, ed è fondamentale per aziende come Nvidia e Apple.
Il problema principale è l’incertezza politica su Taiwan. Se l’ex presidenteDonald Trump dovesse smettere di sostenere Taiwan, l’intero settore dei semiconduttori occidentali potrebbe essere in pericolo. Se la Cina invadesse Taiwan, il futuro di TSMC sarebbe a rischio, causando preoccupazione tra gli investitori e problemi per tutte le aziende di semiconduttori in Occidente.
Al momento, l’amministrazione Biden ha limitato l’accesso della Cina alla tecnologia avanzata dei chip e sta pensando di imporre ulteriori restrizioni. Il mercato ha reagito male alle dichiarazioni di Trump su Taiwan in cui l’ex presidente ha dichiarato che il Paese dovrebbe pagare gli Stati Uniti per la difesa offerta, facendo calare le azioni delle principali aziende del settore. I titoli di ASML, Nvidia e AMD sono scesi rispettivamente del 9%, 6% e 7,5%. Anche aziende come Qualcomm, Broadcom, Micron Technology, Arm e la stessa TSMC hanno registrato perdite.
In questo contesto, due eccezioni importanti sono Intel e GlobalFoundries. Intel, grazie alla sua strategia di produzione autonoma, ha visto un aumento delle proprie azioni fino al 5%, mentre GlobalFoundries è salita di oltre il 13%.
Le conseguenze immediate di questa instabilità includono grandi oscillazioni nel mercato azionario delle società di semiconduttori, con impatti negativi sulle loro performance. Le parole di Trump su Taiwan e le possibili nuove restrizioni tecnologiche da parte degli Stati Uniti contro la Cina hanno destabilizzato il settore. Ad esempio, le entrate di Nvidia in Cina sono scese drasticamente dal 66% al 18% nell’ultimo trimestre.










