Una nuova riforma del turismo, entrata in vigore il 13 luglio, ha introdotto importanti cambiamenti nella regolamentazione delle guideturistiche in Italia.
Le nuove norme, che potete leggere scorrendo il carosello, si applicano esclusivamente nelle Regioni a statuto ordinario, mentre le Regioni a statuto speciale godono di maggiore libertà nel settore turistico.
Confguide ha criticato l’esclusione delle Regioni a statuto speciale e delle Province autonome, così come la deroga concessa agli enti del Terzo settore. Federagit ha sollecitato i Comuni a intensificare i controlli. Inoltre, c’è preoccupazione per il potenziale abbassamento del livello qualitativo delle guide turistiche, dovuto alla riduzione dei requisiti, che ora prevedono la conoscenza di una sola lingua straniera anziché due, e l’accesso alla professione con un diploma anziché una laurea.
La Ministra del Turismo, Daniela Santanchè, ha dichiarato che questa riforma segna l’inizio di una “nuova era” per l’industria turistica italiana, sottolineando l’importanza del ruolo dei Comuni nell’applicazione delle sanzioni.














