Ai limiti tra fantascienza e realtà. La startup californiana REMspace avrebbe condotto un esperimento in cui due persone, dormendo in luoghi diversi, sono riuscite a comunicare durante un sogno lucido. L’evento sembra essere avvenuto grazie a una tecnologia avanzata sviluppata dall’impresa, che utilizza sensori e auricolari per monitorare l’attività onirica del cervello.
I due partecipanti all’esperimento dormivano ognuno nella propria casa, mentre un sistema di monitoraggio delle onde cerebrali trasmetteva i “dati polisonnografici” ai server dell’azienda tramite la sua tecnologia. I computer hanno rilevato l’ingresso in un sogno lucido del primo partecipante, e una parola in lingua Remmyo, un linguaggio specifico sviluppato dalla startup per la comunicazione durante i sogni lucidi, è stata generata. Dopodiché la parola è stata inviata al sognatore, che l’ha ripetuta nel sogno, e la risposta è stata registrata nuovamente dal server. Otto minuti dopo, l’altro partecipante ha ricevuto il messaggio inviato dal primo, confermando il tutto anche da sveglio.
L’idea alla base della startup è quella di esplorare le neuroscienze; l’esperimento si fonda su quella che viene chiamata “onironautica”, comunemente conosciuta come “sogno lucido”. Si tratta di un sogno in cui il sognatore è conscio di dormire e può modellare a piacimento le situazioni che vive all’interno del mondo onirico. L’azienda si è occupata anche di altri fenomeni considerati fino ad oggi pesudoscentifici come i viaggi astrali e altre esperienze extra-corporee legate all’ipnosi.
Per ora, si tratta di una dichiarazione dei vertici di REMspace, a partire dal suo fondatore Michael Raduga, quindi la veridicità di questa scoperta è ancora da verificare tramite peer-review (revisione paritaria), ossia una valutazione dei dati da parte di altri esperti indipendenti che collaborano con riviste scientifiche.










