I mercati azionari asiatici hanno iniziato la settimana con un netto calo, influenzati dalla preoccupazione che i tassi di interesse negli StatiUniti rimangano alti per molto tempo. Questo timore è stato alimentato dal rapporto sull’occupazione statunitense di venerdì, che ha mostrato la creazione di 256.000 nuovi posti di lavoro. Di conseguenza, gli investitori hanno ridotto le aspettative di tagli ai tassi da parte della Federal Reserve.
In Australia, l’indice S&P/ASX 200 è sceso dell’1,5% a metà mattinata. Anche in Corea del Sud c’è stato un calo, con il Kospi che ha perso l’1,2%. A Hong Kong, l’Hang Seng è diminuito dell’1,3%, mentre in Cina continentale il CSI 300 ha registrato un ribasso più contenuto dello 0,5%.
Un altro fattore che pesa sui mercati asiatici è la forza del dollaro statunitense, che ha raggiunto i massimi degli ultimi due anni. Questo rende più attraenti gli investimenti negli Stati Uniti rispetto a quelli in Asia.
Nel frattempo, i prezzi del petrolio sono aumentati dopo l’annuncio di nuove sanzioni statunitensi contro il petrolio russo. Il Brent è salito dell’1,6% a 81 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato l’1,7% raggiungendo 77,9 dollari al barile.










