Gli Stati Uniti stanno studiando un nuovo sistema di permessi annuali per le spedizioni di materiali e macchinari destinati alla produzione di semiconduttori negli stabilimenti cinesi di SamsungElectronics e SKHynix. Questa misura ha lo scopo di mantenere la continuità operativa delle fabbriche senza però contribuire a un rafforzamento delle capacità tecnologiche di Pechino.
Secondo fonti vicine al dossier, il Dipartimento del Commercio avrebbe proposto a Seul l’adozione di una licenza specifica per ogni sito produttivo, con validità annuale e un elenco dettagliato delle attrezzature consentite. Tale strumento andrebbe a rimpiazzare il regime delle certificazioni VEU.
Il nuovo sistema comporterebbe procedure aggiuntive, ma garantirebbe alle due aziende sudcoreane la possibilità di continuare a gestire le loro fabbriche in territorio cinese. Washington ha ribadito di non voler bloccare le linee produttive, ma di essere pronta a fermare l’invio di materiali che possano consentire ampliamenti o aggiornamenti degli impianti.
In Corea del Sud la proposta suscita opinioni contrastanti: da una parte viene vista come una garanzia di stabilità normativa, dall’altra genera timori legati ai maggiori vincoli burocratici e alla ridotta flessibilità. Le imprese temono che, in caso di guasti improvvisi, l’iter per ottenere l’autorizzazione non sia abbastanza rapido da evitare interruzioni. Funzionari statunitensi hanno tuttavia assicurato che esistono procedure accelerate per gestire le emergenze.
Il tema si colloca in un contesto di crescente frizione geopolitica. Seul si trova divisa tra l’alleanza strategica con gli Stati Uniti e i rapporti economici con la Cina. La scadenza delle deroghe VEU arriva inoltre in un momento delicato, subito dopo un incontro tra il presidente sudcoreano Lee Jae Myung e Donald Trump, concluso con la firma di un accordo in materia di difesa e investimenti.










