Negli ultimi anni, gli aeroporti spagnoli, soprattutto quelli di Madrid e di Barcellona, si sono trasformati in rifugi improvvisati per un numero crescente di persone senza fissa dimora.
A Madrid, il fenomeno ha assunto dimensioni preoccupanti: se nel 2014 si contavano circa 30-40 persone senza fissa dimora all’aeroporto di Barajas, oggi il numero è salito a 400-500. Un incremento legato a molteplici fattori, tra cui la migrazione, la perdita del lavoro e salari insufficienti. Le condizioni di vita sono estremamente precarie: molti dormono su pavimenti, poltroncine o in angoli nascosti dello scalo, privi di qualsiasi supporto adeguato.
Dal 2023, il numero di migranti provenienti da Africa e AmericaLatina senza permessi d’ingresso è cresciuto in modo significativo. Bloccati in aeroporto in attesa di una risposta sulla loro richiesta di asilo, si trovano in condizioni difficili. ONG e associazioni umanitarie sollecitano interventi urgenti per garantire assistenza e soluzioni concrete.
La presenza sempre più massiccia di persone senza fissa dimora sta mettendo a dura prova la gestione degli aeroporti. Gli addetti alle pulizie e alla ristorazione segnalano un peggioramento delle condizioni igieniche, con bagni sporchi, rifiuti e situazioni di degrado. Si registra anche un aumento di episodi di criminalità, tra cui rapine e aggressioni, che hanno portato all’introduzione di turni di pulizia in coppia per garantire maggiore sicurezza.
Il sindaco di Madrid ha proposto soluzioni alternative per affrontare l’emergenza, ma chiede il supporto del governo centrale. Tuttavia, la questione ha generato uno scontro di competenze tra amministrazione locale e governo nazionale, lasciando irrisolta la questione di chi debba occuparsi dell’assistenza ai richiedentiAsilo e ai senzatetto.










