Nel 2022 molte aziende hanno iniziato a richiamare i propri dipendenti in ufficio, ma il lavoro a distanza è ancora comune. Negli Stati Uniti, il 12% delle persone lavora completamente da remoto, mentre il 27% segue modalità ibride, alternando casa e ufficio. Alcuni settori, come le banche e altre grandi aziende come JP Morgan, UPS e Dell, stanno spingendo sempre più per il ritorno al lavoro in presenza.
Un esempio è Amazon, che ha ora deciso di mettere fine al lavoro ibrido. A partire da gennaio, i dipendenti dovranno tornare in ufficio cinque giorni a settimana, come ha comunicato il CEO Andy Jassy. Questa scelta vuole riportare le dinamiche di lavoro ai tempi pre-pandemia, perché si ritiene che lavorare insieme in ufficio migliori la collaborazione, l’innovazione e le relazioni tra colleghi.
Jassy ha anche espresso la preoccupazione che, con il lavoro flessibile, la cultura aziendale di Amazon possa indebolirsi e aumentare la burocrazia. Per evitare questi problemi, Amazon ha introdotto una “casella di posta per la burocrazia” (per raccogliere segnalazioni riguardo a problemi legati alla burocrazia) e sta riorganizzando l’azienda, il che potrebbe portare a tagli del personale. Inoltre, negli Stati Uniti è stato introdotto il sistema di “hot-desking”, cioè postazioni condivise tra i dipendenti. Il lavoro da casa sarà consentito solo in casi particolari, come quando un dipendente ha un figlio malato.
Prima di questa decisione, i dipendenti di Amazon potevano lavorare da casa due giorni a settimana, ma il cambiamento ha creato tensioni, con proteste davanti alla sede di Seattle e accuse di ritorsione per il licenziamento di un organizzatore della protesta. Questo è in contrasto con la situazione nel Regno Unito, dove il governo sta pensando di rendere il lavoro flessibile un diritto per tutti, sostenendo che può aiutare le aziende a trovare nuovi talenti e portare benefici economici.










