Le tensioni commerciali tra Stati Uniti e il resto del mondo stanno facendo tremare i mercati. L’amministrazione Trump ha confermato nuovi dazi su prodotti provenienti da Messico e Canada e imposto una tariffa del 10% contro la Cina. In risposta, Pechino ha adottato contromisure che hanno fatto crollare la fiducia degli investitori. A peggiorare la situazione, le restrizioni sulle esportazioni tecnologiche colpiscono aziende come Nvidia, mettendo a rischio il settore dell’intelligenza artificiale.
Questa incertezza ha mandato in tilt la Borsa. L’S&P 500 ha registrato forti oscillazioni per sette degli ultimi otto giorni, mentre le aziende sono in allarme per i possibili effetti negativi sulle loro attività. L’aumento dei dazi verso l’Unione Europea ha scatenato una vera e propria “dazifobia”, spingendo le imprese a cercare soluzioni per difendersi dall’instabilità del mercato.
L’impatto è stato immediato: l’S&P 500 ha perso il 7,8% rispetto ai massimi storici di febbraio, mentre il Bitcoin è crollato da 106.000 dollari a meno di 80.000. Gli investitori, spaventati, hanno iniziato a spostare i loro soldi sui titoli di Stato americani, facendo aumentare il loro valore e abbassare i rendimenti dal 4,80% di gennaio al 4,21% di marzo.
Il 10 marzo 2025 è stato un lunedì nero per la tecnologia in Borsa. Wall Street ha vissuto la sua peggior giornata dal 2022: il Dow Jones ha perso il 2,08%, l’S&P 500 il 2,7% e il Nasdaq il 4%. Tesla ha chiuso la seduta a -7,95%, arrivando a perdere fino al 15% nel corso della giornata. L’azienda ha visto bruciare un decimo del suo valore in poche ore e, negli ultimi due mesi, ha perso oltre 100 miliardi di capitalizzazione.
Anche le “Magnifiche 7” Apple, Meta, Alphabet, Nvidia e Amazon hanno subito cali di oltre il 5%, mentre Microsoft ha limitato i danni con un -3,5%.










