La tempesta Boris ha colpito duramente l’Emilia-Romagna, portando piogge torrenziali e costringendo la regione a dichiarare l’allerta rossa.
Le esondazioni e le frane hanno causato gravi danni nelle province di Bologna, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini.
Le autorità locali hanno preso misure preventive per limitare i rischi. Nelle province colpite, le scuole sono state chiuse e trenta squadre della ProtezioneCivile, provenienti da varie regioni del nord Italia, sono state mobilitate per intervenire. I residenti sono stati invitati a rimanere ai piani alti delle abitazioni, evitare spostamenti e utilizzare lo smart working, se possibile.
L’impatto sulla viabilità è stato importante. In tutta la provincia di Bologna, numerose strade e ponti sono stati chiusi o hanno subito limitazioni. Anche la circolazione ferroviaria è stata sospesa su diverse tratte tra Forlì, Faenza, Ravenna, Ferrara e le Marche, con la cancellazione o deviazione di alcuni treni ad alta velocità.
Le aree più colpite includono le province di Bologna e Ravenna, con numerosi sfollati e gravi disagi. A Faenza, l’esondazione del fiume Lamone e del torrente Marzeno ha causato allagamenti e evacuazioni. A Castel Bolognese, il fiume Senio è straripato, avvicinandosi pericolosamente al centro abitato, mentre a Lugo la situazione resta critica, con rischio di ulteriori inondazioni.
Il bilancio dei danni è grave. A Ravenna, circa 800 persone sono state evacuate, tra cui 130 a Brisighella, dove frane hanno reso impraticabili le strade. A Bologna, alcune famiglie sono state evacuate a causa dell’innalzamento dei fiumi Savena e Ravone. Anche Rimini ha subito danni, con mareggiate che hanno allagato stabilimenti balneari, mentre a Forlì l’esondazione del torrente Tramazzo ha costretto all’evacuazione di numerosi residenti.
















