Negli ultimi vent’anni, il Pakistan ha fatto passi avanti nella riduzione dei matrimoni precoci, ma il cambiamento climatico sta invertendo questa tendenza.
Secondo l’UNICEF, l’intensificarsi dei monsoni e dei fenomeni meteorologici estremi sta costringendo molte famiglie povere a far sposare le loro figlie in cambio di una somma di denaro per sopravvivere economicamente. Questo fenomeno ha dato vita a un nuovo termine: le “spose dei monsoni”.
I monsoni, vitali per l’agricoltura pakistana, negli ultimi anni sono diventati sempre più violenti, causando alluvioni e la distruzione di terre coltivate. Questa crisi naturale ha rapidamente innescato una crisi economica che ha portato a un aumento dei matrimoni forzati, con le famiglie che vedono nel matrimonio delle figlie un modo per ridurre i costi e garantire un sostentamento.
Studi mostrano che, dopo le devastanti inondazioni del 2010, il tasso di matrimoni tra ragazze di 15-19 anni è aumentato dal 10% al 16%. In alcune regioni, come il Sindh, quasi un quarto delle ragazze si sposano prima dei 18 anni. La dote (ovvero la somma di denaro) ricevuta in cambio è spesso misera, talvolta equivalente al prezzo di una mucca.
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