La Commissione europea ha deciso di sospendere un miliardo di euro destinato alla Spagna nell’ambito della quinta rata del Pnrr. Una misura legata all’assenza dell’annunciato aumento della tassa sul diesel e ai ritardi nella digitalizzazione della pubblica amministrazione locale. Ora la Spagna ha sei mesi di tempo per rimediare e ottenere lo sblocco dei fondi residui.
Secondo fonti spagnole, il totale sospeso ammonta a circa 1,1 miliardi di euro: 500 milioni legati alla tassa sul diesel, 626 milioni a compensazioni per funzionari interinali giudicate illegittime dalla Corte di Giustizia UE. Il governo ha dichiarato che due dei tre obiettivi sono prossimi al completamento.
La sospensione arriva in un momento delicato. Nella sua relazione annuale, la Commissione Ue segnala un alto rischio di corruzione in Spagna, specie negli appalti pubblici, infrastrutture e finanziamento ai partiti. A peggiorare il quadro, l’assenza di una strategia anticorruzione nazionale e la percezione diffusa di corruzione tra cittadini e imprese. Bruxelles chiede anche di velocizzare le indagini su casi di alto profilo, come il “caso Koldo”, legato a forniture sanitarie nella pandemia.
Il rapporto critica inoltre il mancato adeguamento del sistema di nomina del Consiglio Generale del Potere Giudiziario (CGPJ) agli standard europei e la mancata riforma della legge sui segreti ufficiali, risalente al franchismo.
Sul fronte politico, il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, ha attaccato il governo Sanchez definendolo “un fraude” e chiedendo riforme urgenti, tra cui il rafforzamento della polizia giudiziaria e della procura anticorruzione.










