Negli ultimi sei anni, il prezzo di una cena in pizzeria è cresciuto del 18,3%, arrivando a una media di 12,14 euro per pizza e bevanda. Una cifra che segna la fine dell’idea della pizza come pasto economico. Ma perché questo aumento?
Le ragioni sono molteplici. La pandemia ha lasciato in eredità costi fissi più alti per molti locali. A questo si sono aggiunti il caro energia e le conseguenze della guerra in Ucraina, che ha fatto salire i prezzi di materie prime fondamentali come la farina e l’olio. Nonostante tutto, la domanda di pizza resta alta, e questo ha permesso ai ristoratori di trasferire gran parte dei costi extra direttamente sui clienti.
Oggi il business delle pizzerie in Italia vale circa 25 miliardi di euro l’anno, con un consumo medio annuo di 7,8 chili di pizza per persona. Ma i prezzi non sono uguali ovunque.
A sorpresa, è Reggio Emilia la città dove si spende di più per una cena in pizzeria: qui la media tocca i 17,58 euro. Seguono Siena con 17,24 euro e Macerata con 16,25 euro. In totale, ci sono sette province in cui il costo supera i 14 euro.
All’estremo opposto troviamo Livorno, dove una pizza con bevanda costa in media 8,75 euro. Subito dopo ci sono Reggio Calabria (9,15 euro), Pescara (9,37 euro) e Catanzaro (9,96 euro). Napoli, nonostante la sua tradizione, non è tra le più economiche: il turismo ha contribuito a spingere verso l’alto anche i suoi listini.










