Il 19 maggio Coinbase entrerà ufficialmente nell’indice S&P 500, segnando un momento storico per il mondo delle criptovalute. Prenderà il posto di Discover Financial Services, che verrà acquistata da Capital One per 35,3 miliardi di dollari: da questa fusione nascerà il più grande emittente di carte di credito degli Stati Uniti.
L’ingresso di Coinbase nell’S&P 500 è molto più di una questione finanziaria: per molti analisti è un segnale forte che le criptovalute stanno diventando parte del sistema economico tradizionale. La notizia ha fatto salire le azioni dell’exchange del 9% nelle contrattazioni dopo la chiusura dei mercati.
Coinbase è quotata in borsa dal 2021 e oggi vale circa 53 miliardi di dollari. Negli ultimi due anni il suo valore è cresciuto del 260%, ma solo nel 2025 ha perso il 17%, mentre Bitcoin nello stesso periodo è cresciuto del 10%. Il 2022 era stato un anno difficile, segnato dal crollo di FTX e da altri scandali nel mondo cripto, ma l’azienda è riuscita a riprendersi.
Nel primo trimestre del 2025, Coinbase ha registrato ricavi per 2 miliardi di dollari, in aumento del 24% rispetto all’anno precedente, ma in calo del 10% rispetto al trimestre precedente. L’utile netto è stato di 66 milioni di dollari, in forte calo rispetto al passato, anche a causa della valutazione delle criptovalute al valore di mercato.
Per rafforzarsi ancora di più, Coinbase ha comprato Deribit, il più grande exchange di opzioni su Bitcoin ed Ether, per 2,9 miliardi di dollari. Questo le permetterà di avere un ruolo centrale anche nel mercato dei derivati cripto.
Questo momento arriva in un contesto politico favorevole. L’amministrazione Trump ha nominato figure favorevoli al mondo cripto in ruoli chiave e ha ridotto la pressione della SEC, l’ente che regola i mercati finanziari. Secondo alcuni analisti, stiamo assistendo a un progressivo stop delle azioni legali contro il settore.










