Manager Magazin, una delle principali riviste economiche tedesche, ha rivelato la possibilità di un drastico taglio di 30mila posti di lavoro all’interno della Volkswagen in Germania, una cifra che rappresenterebbe circa un quarto della forza lavoro del marchio. Secondo la rivista, il CEO Oliver Blume avrebbe considerato questa cifra realistica a lungo termine, a causa delle difficoltà che l’azienda sta affrontando. Le vendite del marchio Volkswagen sono infatti in calo significativo, con un -18,8% registrato solo ad agosto, e gli impianti tedeschi soffrono di sovracapacità produttiva e di costi del lavoro molto elevati.
Nonostante la Volkswagen abbia già lanciato un piano di ristrutturazione del valore di 10 miliardi di euro, questo non sembra sufficiente. Secondo gli esperti, servirebbero ulteriori 5 miliardi per affrontare in modo adeguato la crisi. Bloomberg ha inoltre rivelato un piano di austerità che potrebbe includere il taglio di 15mila posti di lavoro e la chiusura di alcuni stabilimenti. Il CFO Arno Antlitz ha spiegato che la perdita di 500mila veicoli nelle vendite è economicamente equivalente alla chiusura di due fabbriche.
In questo contesto, il governo federale e il Land della Bassa Sassonia stanno valutando interventi per sostenere Volkswagen, vista la sua importanza strategica per l’economia tedesca. Il ministro dell’Economia, Robert Habeck, ha sottolineato quanto sia cruciale l’azienda per la Germania. Inoltre, si vocifera della possibile vendita della fabbrica Audi a Bruxelles al costruttore cinese Nio, interessato ad espandersi in Europa per evitare i dazi doganali.
Di fronte a queste voci relative ai tagli, il consiglio di fabbrica della Volkswagen ha però smentito categoricamente le indiscrezioni, definendole “senza fondamento” e “una sciocchezza”. Manager Magazin, fondata nel 1971, è una pubblicazione autorevole nel mondo degli affari e della finanza, nota per i suoi approfondimenti su aziende tedesche e internazionali.










