Monte dei Paschi di Siena, una banca per anni in crisi e oggi controllata dallo Stato, ha preso il controllo di Mediobanca, una delle banche più importanti d’Italia. Lo ha fatto con un’operazione da circa 13,5 miliardi di euro, che le ha permesso di ottenere il 62,3% delle azioni di Mediobanca.
L’offerta si chiama OPAS, cioè Offerta Pubblica di Scambio e Acquisto. In pratica, per ogni azione Mediobanca, MPS ha offerto 2,533 azioni sue più 90 centesimi in contanti. Per farlo ha dovuto anche aumentare il suo capitale, cioè creare nuove azioni. Dietro tutta questa operazione ci sono due gruppi molto influenti: Delfin (la holding della famiglia Del Vecchio) e il gruppo Caltagirone. Entrambi hanno investito in entrambe le banche e si pensa che abbiano agito con l’ok del governo italiano, che voleva rafforzare il suo controllo anche su Generali (di cui Mediobanca è primo azionista).
Ma non tutti l’hanno presa bene. Mediobanca ha detto chiaramente che questa acquisizione non ha senso dal punto di vista industriale.
Per convincere più azionisti, MPS ha aggiunto 750 milioni in contanti e abbassato la soglia minima di adesione. Così ha raggiunto il 62,3% delle azioni. Ora punta al 67% per poter fare operazioni straordinarie come una fusione o togliere Mediobanca dalla Borsa, ottenendo anche vantaggi fiscali.













