In Italia nessuno sa esattamente quanti autovelox siano in funzione. L’unica stima disponibile è quella del 2021 di Coyote Group: più di 14mila dispositivi tra fissi, mobili, tutor, T-Red e scout speed, con il 76% concentrato al Nord, soprattutto in Veneto, Lombardia, Piemonte ed Emilia-Romagna. Ogni comune o provincia li gestisce per conto proprio, con una semplice autorizzazione del ministero.
Proprio questa gestione autonoma ha creato polemiche: molti comuni vengono accusati di usare gli autovelox più per fare multe che per garantire la sicurezza, piazzandoli in punti poco segnalati, come all’uscita di gallerie o su rettilinei con limiti bassi.
In più c’è il problema dell’omologazione: per legge una multa è valida solo se il dispositivo è omologato. Ma il sistema è poco chiaro: l’omologazione spetterebbe al ministero dello Sviluppo economico, ma non esiste un regolamento preciso, e si va avanti solo con autorizzazioni senza verifiche reali. Il ministero dei Trasporti ha provato a intervenire, ma finora senza risultati concreti.
Secondo i dati ANCI, quasi 6 autovelox su 10 approvati prima del 2017 non sarebbero regolari. Stesso discorso per più di 6 dispositivi mobili su 10.
Per questo giovedì la Camera ha approvato con voto di fiducia il nuovo decreto Infrastrutture, che ora deve passare al Senato e dovrebbe entrare in vigore entro il 20 luglio. Dentro c’è un emendamento della Lega che introduce il censimento nazionale degli autovelox. L’idea è semplice: comuni e polizia stradale dovranno inviare al ministero dei Trasporti i dati di tutti i dispositivi, indicando tipo, marca, modello, omologazione, approvazione e, se sono fissi, anche dove si trovano. Solo quelli censiti e regolari potranno restare attivi.
Secondo la Lega, serviva un intervento chiaro per chiudere una questione che si trascinava da anni: senza un censimento ufficiale, il ministero aveva dovuto fermare il famoso decreto sull’omologazione, e intanto tante multe venivano annullate da prefetti e giudici. Con il nuovo decreto si punta a fare ordine una volta per tutte.










