Il 12 settembre 2024, L’Aia è diventata la prima città al mondo a vietare la pubblicità di prodotti derivati da fonti fossili, come benzina e diesel, e servizi ad alte emissioni di carbonio, come viaggi aerei, crociere e auto con motore a combustione interna. La decisione, proposta dal Partito per gli animali, entrerà in vigore il 1 gennaio 2025 e si inserisce nell’obiettivo della città di raggiungere la neutralità climatica entro il 2030. Questo divieto potrebbe presto essere imitato da altre città olandesi, come Zwolle e Tilburg.
Antonio Guterres, segretario generale dell’ONU, ha recentemente criticato duramente l’industria delle fonti fossili, definendola “i padrini del caos climatico”, e ha lanciato un forte appello contro le pratiche di green washing, che nascondono i veri impatti ambientali negativi. Secondo Guterres, è fondamentale che il pubblico venga informato in modo trasparente, senza subire l’influenza di campagne pubblicitarie fuorvianti.
Uwe Krüger, dell’Università di Lipsia, ha sottolineato come la pubblicità di prodotti e servizi ad alte emissioni non solo ne incentivi le vendite, ma contribuisca anche a normalizzare culturalmente il consumo di beni dannosi per il clima. Ridurre drasticamente queste emissioni è essenziale per contenere il riscaldamento globale entro limiti tollerabili.
In Italia, invece, secondo quanto riportato da Wired, la questione è trattata diversamente. Il Consiglio di Stato ha stabilito nel 2024 che è legittimo definire “green” un carburante meno inquinante, come il diesel prodotto da Eni, suscitando la soddisfazione dell’azienda, il più grande produttore di idrocarburi nel Paese.










