È partita oggi la ventesima emissione del BTP Italia, un titolo di Stato pensato per proteggere i risparmi dall’inflazione. Questa nuova emissione dura 7 anni e scade il 4 giugno 2032. Garantisce un rendimento minimo dell’1,85% all’anno, pagato ogni sei mesi. In più, il valore del titolo cresce seguendo l’aumento del costo della vita, cioè l’inflazione misurata con l’indice FOI: un indicatore che tiene conto di quanto spendono, in media, le famiglie italiane per vivere, escludendo però il prezzo del tabacco. Chi lo acquista nella prima fase e lo tiene fino alla fine riceve anche un bonus extra dell’1% sull’investimento iniziale.
Chiunque può partecipare alla sottoscrizione dal 27 al 29 maggio, mentre il 30 maggio è riservato agli investitori istituzionali. Si può comprare il BTP Italia dalle 9:00 alle 17:30 in banca, in posta o online tramite home banking (se abilitato al trading). L’acquisto minimo è di 1.000 euro e l’ordine viene registrato al miglior prezzo disponibile. Potrebbe essere richiesto di compilare il questionario Mifid per confermare il proprio profilo di investitore. Se la domanda dovesse essere troppo alta, l’emissione potrebbe chiudere in anticipo.
La tassazione è ridotta al 12,5%, il titolo è esente da imposta di successione e fino a 50.000 euro non incide sull’ISEE. Il rendimento complessivo previsto si aggira intorno al 3,35% annuo, tenendo conto del tasso fisso, del bonus fedeltà e di un’inflazione stimata dell’1,35% l’anno. È un rendimento simile, se non migliore, rispetto a quello dei BTP normali a 7 anni (circa 3,15%) o di alcuni conti deposito (tra il 3,30% e il 3,45%, ma senza protezione dall’inflazione).
Dal 2012 a oggi, il BTP Italia ha già avuto 19 emissioni e raccolto oltre 203 miliardi di euro. La più grande fu quella del maggio 2020 con più di 22 miliardi raccolti. L’ultima, invece, risale a marzo 2023 con quasi 10 miliardi raccolti.










