Il numero di viaggiatori europei verso gli StatiUniti sta subendo un forte calo, con una diminuzione del 17% a marzo rispetto allo stesso periodo del 2024 per i turisti provenienti dall’Europa occidentale. In alcuni Paesi, come Irlanda, Norvegia e Germania, il calo supera addirittura il 20%. Complessivamente, il numero di visitatori internazionali negli USA è sceso del 12%, il peggior dato da marzo 2021.
Alla base di questa tendenza ci sono soprattutto timori legati alla situazione politica e al clima che si percepisce alla frontiera. L’idea di un confine ostile sotto l’amministrazione Trump, le tensioni economiche, episodi di detenzione all’ingresso e una reputazione internazionale danneggiata stanno contribuendo ad allontanare molti turisti.
L’impatto si sente anche sul fronte delle compagnie aeree. Virgin Atlantic ha registrato un rallentamento della domanda, Air France-KLM ha ridotto i prezzi in classe economica, mentre IAG e Delta affermano di non aver subito conseguenze rilevanti, sebbene Delta segnali un calo significativo delle prenotazioni dal Canada.
Il turismo internazionale è un settore chiave per l’economia americana, contribuendo al 2,5% del PIL. Nel 2024, la spesa dei visitatori internazionali ha toccato i 253 miliardi di dollari, rappresentando il 19% della spesa turistica totale. Eppure, Accor ha visto le prenotazioni estive da parte degli europei calare del 25%, e secondo la piattaforma Omio le cancellazioni di viaggi verso gli USA sono aumentate del 16% (+40% da Regno Unito, Germania e Francia).
Le previsioni per i prossimi mesi sono state riviste drasticamente. Tourism Economics, che prevedeva un aumento del 9% negli arrivi internazionali, ora stima un calo del 9,4%. Le motivazioni principali: l’inasprimento dei dazi e la retorica ostile di Trump nei confronti di UE, Canada e persino Groenlandia.










