Tesla sta attraversando un periodo difficile: le vendite stanno calando e il marchio sta perdendo fascino. La concorrenza è sempre più forte, con aziende come BYD, Nio, Xpeng, Li Auto e Xiaomi che stanno guadagnando terreno. Un esempio evidente di questa inversione di tendenza è la Xiaomi SU7, che in Cina ha superato la Model 3 in termini di vendite, dimostrando il cambiamento nelle preferenze dei consumatori.
In Europa la situazione è critica: le vendite sono crollate del 59% in Germania, del 63% in Francia e del 12% nel Regno Unito, con una contrazione totale del 47,7% rispetto a gennaio 2024. Anche in Cina Tesla non se la passa bene, con un calo dell’11,5% su base annua e un crollo del 32,6% per Model 3 e Model Y rispetto a dicembre 2024. La quota di mercato dell’azienda in Cina è scesa dal 9% al 6%.
Anche la borsa riflette questa crisi: il valore delle azioni Tesla è sceso del 20% tra dicembre 2024 e gennaio 2025. Per cercare di invertire la tendenza, l’azienda ha lanciato sconti e finanziamenti a tasso zero, ma questo rischia di ridurre i profitti. A peggiorare il tutto, ci sono problemi produttivi: la produzione della Model Y a Shanghai è stata sospesa per aggiornamenti tecnologici, e il Capodanno cinese ha ulteriormente rallentato le vendite.
Mentre Tesla fatica, BYD continua a crescere. A gennaio ha venduto quasi 300.000 auto, con un aumento del 47,5% rispetto all’anno scorso. Sta investendo molto sulla guida autonoma con il suo sistema “God’s Eye” e la borsa ha reagito positivamente: le azioni sono salite del 21% in una settimana. L’azienda ha l’obiettivo di vendere tra 5 e 6 milioni di veicoli nel 2025.
Nonostante le difficoltà, Tesla ha ancora delle carte da giocare. Musk ha annunciato il lancio del Full Self-Driving a metà 2025 per i robotaxi in Texas, che potrebbe ridare slancio al brand. Tuttavia, la politica dei prezzi è un problema: Tesla deve abbassare i costi per restare competitiva, ma senza intaccare troppo i margini di guadagno.










